Scrivere, vedere le parole che si formano davanti a te. Metterle per iscritto in modo che escano fuori da te. In modo che quello che c’è dentro di te possa uscire dalla parte più profonda e che, facendolo, tu possa stare meglio. Questo vedo nell’atto di scrivere. Mentre le mie dita toccano i tasti senza guardare, sento il mio essere urlare e dire: come posso continuare a migliorare per me stesso e per gli altri che mi circondano?
Anche questa volta non so quale possa essere la risposta a questa domanda che scaturisce da quella parte di me che sa che siamo qui per imparare qualcosa. Ma cosa c’è da imparare, se non l’imparare a vivere stesso, gioendo di ogni cosa bella che ci viene offerta e affrontando con calma e lucidità quello che la vita con ogni esperienza che ci fa vivere?
Forse la risposta è nelle domande che mi pongo.
Forse si tratta solo di decidere cosa voler fare e farlo, un passetto alla volta. Partendo dalla cosa più semplice che ci possa essere.
Magari un sorriso, perché – come ho letto già tanti anni fa – un sorriso donato agli altri arricchisce chi lo riceve e non impoverisce chi lo dona.
E allora sorridiamo alla vita, perché è giusto così. È giusto svegliarsi e pensare a tutte le cose per cui siamo grati. Perché sono davvero tante le cose per cui essere grati: la salute, gli affetti, il sole che spunta, la vita stessa.
E scriviamole queste cose belle per cui siamo grati e facciamo quel piccolo e semplice passo ora.
All rights reserved – (c) Antonio Libertino
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